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Sicurezza: 5 modi per proteggere la tua inventory

Maggio 14, 2018
By John Clyman, VP, Engineering - Marketplace Quality & Security

In un contesto in cui ogni anno vengono sprecati miliardi di dollari in annunci fraudolenti, il monitoraggio e la gestione sistematica della qualità dell’inventory è di importanza vitale. Sebbene non esista una soluzione ottimale quando si tratta di proteggere la propria inventory, questi 5 suggerimenti possono aiutarti ad adottare misure significative per ridurre la tua esposizione.

Molti converranno che fare le pulizie di casa non è molto divertente, soprattutto per chi ha una routine casa/lavoro piuttosto frenetica. Tuttavia passare l’aspirapolvere e lo straccio una volta ogni tanto è importante per mantenere la casa pulita, a prescindere da quanto si è impegnati.

Lo stesso vale per l’ad inventory. A un publisher molto impegnato, il cui obiettivo è di aumentare i ricavi, può sembrare un’operazione banale mantenere la qualità dell’inventory. In realtà, riveste un’importanza critica, dato che l’ad fraud e il traffico non valido continuano a sottrarre miliardi di dollari ogni anno ai brand e ai publisher legittimi.

In entrambi i casi, dedicare una certa attenzione sistematica ad aspetti di pulizia apparentemente banali può dare un enorme contributo nel mantenere l’ordine e attirare visitatori – che si tratti del tuo sito o della tua casa. Quindi nello spirito delle pulizie di primavera, ecco cinque cose che i publisher possono fare per proteggere la qualità e la monetizzazione della propria inventory.

1. Non perdere di vista il traffico e le installazioni

Alla luce del recente dato rilasciato da Adobe, secondo cui circa il 28% del traffico sul web potrebbe essere “non umano”, l’approccio più sicuro per mantenere la qualità dell’inventory è non acquisire affatto traffico. Tuttavia, non tutti possono fare completamente affidamento sul traffico organico per attirare le audience desiderate. Per i publisher che devono acquistare traffico, è importante essere cauti.

Gli utenti reali sono costosi. I prezzi che sembrano troppo belli per essere veri, di solito lo sono. Se una fonte di traffico sostiene di avere visitatori garantiti che non attiveranno la rilevazione antifrode del tuo fornitore, è molto probabile che abbiano sviluppato contromisure contro tale fornitore. I fornitori di controlli antifrode investono ingenti risorse nella rilevazione degli abusi, ma nella “corsa agli armamenti” dell’ad fraud i malintenzionati lavorano alacremente per evitare la rilevazione – e alcuni riescono a posticiparla per un po’.

Anche se non acquisisci traffico, qualcun altro nella tua organizzazione o un’affiliata con un incentivo finanziario potrebbe stare acquistando traffico senza che tu lo sappia. Ad esempio, se il tuo sito paga i collaboratori in base alle visualizzazioni delle pagine, gli autori che collaborano con te potrebbero attirare traffico verso il proprio contenuto per aumentare le proprie entrate.

2. Analizzare i propri dati analitici

Fare regolarmente riferimento ai dati analitici del proprio sito o della propria app ed esaminare attentamente i modelli di traffico: il traffico di bot può saltare subito all’occhio. Ad esempio, potrebbero aver luogo sessioni utente irrealisticamente lunghe (o brevi), provenienti da zone geografiche impreviste, o prive delle variazioni legate all’ora del giorno tipiche degli utenti reali. Se si osserva questo tipo di anomalia, andare a fondo della questione fino a quando si riesce a isolare la fonte.

3. Proteggersi dallo spoofing con ads.txt

L’ultima cosa che vuoi è che qualcun altro tragga profitto dai tuoi contenuti e dalla tua reputazione, ma con lo spoofing del dominio e la rivendita non autorizzata questo può succedere facilmente. Un publisher malintenzionato invia traffico che sembra provenire dal tuo sito e i buyer ignari pagano lui invece che te.

La buona notizia è che l’implementazione di ads.txt sul tuo sito è un modo semplice per proteggerti da questo abuso. Ads.txt permette ai publisher di dichiarare quali soggetti sono autorizzati a vendere la loro inventory e contribuisce a rendere l’ecosistema più sicuro e trasparente per tutti i soggetti coinvolti. Per ulteriori informazioni su ads.txt, si veda il precedente post del blog interamente dedicato all’argomento.

Sarai in buona compagnia: più dell’80% dell’inventory web, in termini di spesa, sull’exchange di Rubicon Project ha già implementato ads.txt. Stiamo inoltre collaborando con IAB e molti altri per definire come ads.txt funzionerà sull’ad inventory per app mobili.

4. Essere prudenti con il layout di pagina e i posizionamenti di annunci

Sai già che bisogna evitare di sovraccaricare le pagine o le app con volumi assurdi di annunci, o con annunci che interferiscono con l’esperienza dell’utente. Tuttavia persino gli annunci posizionati nel modo più corretto e rispettoso possono inavvertitamente creare problemi di traffico non valido.

Abbiamo osservato casi in cui i siti si adattavano dinamicamente ai contenuti quando gli annunci erano inseriti nel testo, così che la pagina saltava causando clic non voluti dell’utente sui dispositivi mobili. Quando questi clic non voluti diventano troppi, può sembrare un tentativo di frode.

Accertati di non incoraggiare involontariamente questo comportamento controllando il comportamento del tuo sito o della tua app, soprattutto sui dispositivi mobili.

5. Collaborare con il fornitore di controlli antifrode

Infine, se prendi seriamente la protezione del tuo sito dalle frodi, collabora direttamente con un fornitore di controlli antifrode che ti aiuti a misurare e bloccare il traffico non valido. Anche i siti più sicuri hanno una certa quantità di traffico di bot.

Esistono bot che indicizzano i siti per i motori di ricerca, che solitamente sono rispettosi e si annunciano in modo che le piattaforme di advertising non si preoccupino di inviargli annunci. Ma molti altri bot si nascondono. Alcuni potrebbero insinuarsi nel tuo sito per scoprire informazioni concorrenziali (fenomeno particolarmente comune sui siti di e-commerce), altri potrebbero raccogliere cookie per renderli attraenti per i retargeter – questo tipo di frode a opera di bot non ha niente a che fare con il tuo sito, ma tu lo subisci come osservatore innocente.

Accedendo ai tuoi sensori e dati di misurazione, otterrai una migliore comprensione della possibile origine di tale abuso e potresti riuscire a mantenerlo a un livello normale.

Stabilire la propria routine di pulizia e renderla un’abitudine

Non esistono soluzioni ottimali quando si tratta di mantenere la sicurezza della propria inventory, e poiché molte caratteristiche della tua inventory sono uniche, non puoi limitarti a esternalizzare i tuoi sforzi a un servizio di pulizia locale a buon mercato, come forse faresti con casa tua. Ma con la giusta attenzione e gli strumenti adeguati puoi adottare misure significative per ridurre la tua esposizione.

Per ulteriori informazioni su come proteggerti dall’ad fraud, contattaci all’indirizzo contact@rubiconproject.com.


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